Cos'è arterie - Cantalupo e la cultura

Cantalupo in Sabina è un paese in cui storicamente la cultura e le arti hanno sempre attecchito in varie forme e aspetti.


Musica

Già dal 1800, con l’arrivo sul territorio del Maestro Cassio Sgrignani, si è sviluppata oltre alla cultura di base, anche quella musicale, attraverso la fondazione del primo gruppo bandistico del paese, nel 1890, che ha vinto anche concorsi d’elevato livello già solo dopo quattro anni d’attività, e che ha proseguito il suo impegno fino agli inizi della seconda Guerra Mondiale.

Solo negli anni ’60, grazie alla formazione di gruppi musicali spontanei, e negli anni ’70 assistiamo a una ripresa dell’attività musicale, grazie all’opera di sperimentazione culturale attuata da personalità quali Boris Porena, Paola Bucan e Celestino Dionisi, che hanno preparato e coinvolto gente e operatori culturali del luogo nell’ Associazione Musica in Sabina (oggi Centro di Sperimentazione Metaculturale), ancora presente sul territorio come lo è anche l’Associazione Banda Musicale di Cantalupo in Sabina, fondata nel 1995.


Arte

Dal punto di vista pittorico, il nostro paese non può certo prescindere dalla figura di Vincenzo Camuccini, pittore neoclassico, di cui molte opere sono esposte alla Galleria d’Arte Moderna e nello stesso Palazzo Baronale, a Cantalupo in Sabina, trasformato in museo dal figlio. La stessa validità artistica del Palazzo ha fatto sì che quest’ultimo venisse inserito nelle opere da tutelare dal Fondo dell’Ambiente Italiano (FAI) e quindi nei suoi circuiti culturali.

Le sue grandi sale hanno ospitato Manifestazioni Culturali, quali “Mostra del Libro Illustrato” (“Nonno raccontami” diventato poi “Volano le Matite”), presentazione di libri, mostre e esposizioni d’opere anche di artisti presenti locali.


Cinema e Teatro

Negli anni ’70 anche Cantalupo ebbe l’opportunità di avere una sala cinematografica comunale. Il paese si è prestato spesso come luogo dove girare film e documentari anche grazie all’impegno sul territorio di Mario Verdone.

Per quel che riguarda il teatro, negli anni ’80, con l’istituzione della Manifestazione “Esperienze”, molti gruppi impegnati sulla scena romana hanno trovato in Cantalupo la possibilità di sperimentare nuove tecniche. Ciò ha stimolato gruppi teatrali amatoriali del posto, come “Semplici ma Complicati”, a farsi avanti operando pressoché solo nel periodo carnevalesco. Da alcuni elementi di questo gruppo, con l’innesto di molti giovani, si è costituito recentemente il Gruppo Teatrale “Pe’ Scherzu Seriamente Pe’ Ride” che si impegna a mantenere il valore del dialetto cantalupano.


Non si può non citare l’attività storico-documentaristica di Elio Augusto Di Carlo, che spinto da grande passione, ha documentato con i suoi scritti (Il Castello di Cantalupo e I Castelli della Sabina) la storia, la natura e le sfaccettature popolari del nostro paese. In suo nome attualmente lavora sul territorio la sezione locale dell’Associazione AICS.


È evidente, da quanto avrete potuto leggere, che il periodo di maggiore fortuna in ambito artistico, è rappresentato dagli anni ’70 e ’80 durante i quali, il nostro paese era protagonista indiscusso sulla scena culturale di tutto il territorio Sabino, diventando anche sede del Consorzio delle Attività Culturali della Bassa Sabina.


Ad oggi, invece, tutto questo lavoro e queste esperienze non si possono ritrovare in nessuna manifestazione del territorio comunale; si sta assistendo ad un impoverimento e abbandono delle radici storico-culturali, anche perché le Associazioni culturali attualmente esistenti (AICS, Centro di Sperimentazione Metaculturale, Associazione Banda Musicale di Cantalupo e Gruppo Teatrale “Pe’ Scherzu Seriamente Pe’ Ride”) faticano a produrre momenti culturali paragonabili a quelli anni suddetti, visti i continui problemi economici e la progressiva riduzione del flusso turistico estivo proveniente dalla Capitale, probabilmente provocato anche dall’offerta culturale che essa offre.

Ciò nonostante, questo bagaglio non è stato perso del tutto ma è sepolto dietro una apparente calma che ha nascosto le potenzialità artistiche e culturali, sia individuali che collettive di Cantalupo, che dunque sono costrette a manifestarsi sporadicamente o solo attraverso l’appoggio di associazioni esterne al territorio comunale.


È nostra intenzione ripartire da qui.

Ricollegare tutte le attività di queste Associazioni, arricchirle dell’apporto di altre presenti nei paesi limitrofi, senza trascurare ogni singola esperienza personale, e fondere tutto ciò in un’unica manifestazione.

Dove

La struttura urbanistica di Cantalupo in Sabina è sviluppata concentricamente intorno al nucleo primitivo, ovvero al Palazzo Camuccini e alla Chiesa parrocchiale. L’espansione del centro abitato, con i suoi vicoli spaziosi, sembra essere una moltiplicazione spaziale della particolare forma ellittica della chiesa stessa. Questo sistema di circonvallazioni sempre più estese, sulle quali si aprono le Porte, costituivano le diverse cinte murarie, sino a quella più esterna (datata 1400-1500) che presenta due Porte, la Porta Maggiore, o dell’Orologio, e la Portella.

Gli abitanti, inoltre, hanno ricreato all’interno dei vicoli, anche per semplici funzionalità abitative, piazzette, balconi, scale, punti d’aggregazione, giardini, archi, che rendono suggestivo e sempre variegato il colpo d’occhio sia del visitatore sia dell’abitante stesso.

Tuttavia, vicoli e scorci resi interessanti dalle diverse successioni storiche, molto spesso sono sottovalutati o ignorati da chi ci risiede e da molti abitanti del territorio comunale. Causa di tale fenomeno può ritenersi l’interesse e l’abbandono progressivo del Centro Storico del paese verso le campagne, alla ricerca di maggiori comodità.

Negli ultimi anni c’è stata una riscoperta del Centro Storico che ha portato alla rivalutazione dello stesso attraverso vari progetti, alcuni già ultimati, altri in stato di attuazione - quali il rifacimento della facciata della Chiesa Parrocchiale, progetti regionali relativi a Piazza Garibaldi, a Palazzo Camuccini, al Velario e ai vicoli, nonché i lavori di consolidamento in seguito ai danni causati dal sisma - che hanno tenuto conto dell’ordine architettonico preesistente, senza alterare l’impatto ambientale.

È proprio all’interno delle mura che si è venuta a creare la condizione e lo scenario ideali per poter raggiungere l’obiettivo di questo nostro progetto.

Come

CHE COS’E’ ARTE r.i.e.

Attraverso l’individuazione, all’interno delle mura del Centro Storico, di alcuni percorsi a tema nei quali si possano esprimere e ordinare le varie tipologie d’arte, per mezzo di artisti che vi parteciperanno con brevi momenti, per garantire una miscellanea di informazioni che saranno poi il bagaglio di esperienza culturale che il visitatore porterà con se. Questi percorsi, separati, confluiranno tutti, nello spazio e nel tempo, in momenti comuni, nei quali potranno aver luogo occasioni di elaborazione e creazione (laboratori) e di confronto e sintesi (spettacoli).


Quando

La Manifestazione si dovrà tenere possibilmente nei giorni feriali, in orario serale. Il termine della stessa dovrà tener conto delle esigenze dei residenti allo scopo di instaurare un rapporto di collaborazione che sarà elemento fondamentale per la riuscita della Manifestazione.

La Rassegna non potrà essere integrata in nessun’altra manifestazione al fine di non creare pretesto di esclusione di nessuna Associazione.


Perché

La Rassegna si propone di utilizzare le varie espressioni e i linguaggi artistici come mezzo per visitare e conoscere il Centro Storico e beneficiare, a sua volta, del Centro Storico come elemento fondamentale della proposizione delle arti.

Sfruttare l’opportunità di dare una visione differente dello stesso luogo e della sua quotidianità, creando attenzione e attrazione, ma soprattutto incrinando il meccanismo di consuetudine che lo spazio e il territorio ci fanno sentire abitualmente.

Per chi ci vive ancora diventa di conseguenza motivo per riavvicinarsi alle persone che per necessità si sono allontanate e quindi riportarle, per questa occasione, nei luoghi della loro infanzia.

Recuperare il valore della “Comunità” come elemento di socializzazione.

La rivalutazione del Centro Storico ci permette inoltre a mettere in evidenza gli scorci già presenti nel tempo e quelli creati o ristrutturati da recenti interventi.

La nostra speranza, nel promuovere questa idea, è quella di riportare la gente a riscoprire e rivivere il Centro storico, ripopolando vicoli e case, evitando di conseguenza di attaccare l’etichetta di “dormitorio” al nostro paese.

Le arti, più per convenzione e consuetudine, che per regola e necessità, hanno bisogno di siti adatti per una migliore fruizione e valorizzazione.

Noi crediamo che in questo determinato ambito e per gli obiettivi stessi di questa manifestazione, il paese sia lo scenario migliore e momento di pretesto per il loro esercizio.

L’idea-obiettivo è riuscire a far condividere gratuitamente le arti, mettendole a disposizione della società sotto forma di conoscenza.

Riuscendo nel nostro intento, si abbattono di conseguenza le distanze attualmente presenti tra Arte e persona al di fuori di luoghi istituzionalmente e convenzionalmente adibiti a ciò (musei, mostre, teatri, ecc.) e ad essere annullata è anche la distanza che c’è tra spettatore e artista, ritenendo che la vicinanza aiuta lo spettatore stesso a vederci chiaro, a individuare tecniche che ignora, e alla possibilità di sentirsi acquisendo coscienza critica un potenziale portatore di conoscenza.

Per far sì che ciò accada, all’interno dei percorsi verranno allestiti dei laboratori, dove ci si potrà stupire del fatto che l’arte, qualsiasi essa sia, non è poi così inaccessibile come spesso ci fanno credere.

Offrire vari punti di vista e diverse tecniche artistiche agevola in ognuno di noi lo sviluppo, la scoperta e la ricerca di nuove espressioni.

Chi

le adesioni i collaboratori