Della serie "dove mi metti sto", mi metto a disposizione dei capi per quello che serve, quando serve e dove serve; naturalmente quando posso, dove posso e come posso, se posso. Chiaro, no? Insomma usatemi pure per quello che ritenete più opportuno, anche come uomo di fatica (chissà perchè non si usa mai donna di fatica!) ...sono una brava operaia... gli operai servono sempre! Rimango sempre dell'idea che troppi pensatori rovinano l'impresa...meglio una nave con un solo capitano che indichi la rotta, altrimenti non si va da nessuna parte, sprecando un sacco di energie; il capitano può chiedere consigli, ma poi deve decidere e l'equipaggio deve fare la propria parte per arrivare alla sospirata meta.
L'evento, sono d'accordo, va pubblicizzato da subito attraverso varie iniziative di sensibilizzazione (bene la serata Arthè). I fondi nacessari, non per accumulare ricchezza ma per distribuirla in emozioni (questo per rasserenare, spero, Elisa), potrebbero essere raccolti anche attraverso mercatini di oggetti che non ci servono più, per esempio. (Le associazioni possono andare alle fiere domenicali, mi pare, con una semplice domanda al comune). Va giustamente quantizzata la cifra. E se ogni abitante di Cantalupo donasse un solo euro... credo che già basterebbero. Sbaglio? Il mio giornale comunque farà la sua parte, inserendo intanto, se i capi mi autorizzano, il logo ARTEr.i.e. come primo e forse unico banner (se scopro come si fa!). Baci a tutti e Buona Pasqua!
Angela "C'era una volta..." (non invertire l'ordine!)